Chirurgia Plastica Estetica e Ricostruttiva

Medici Resposabili

dr. riccardo bosco

Dr Riccardo Bosco

Dr. Riccardo Bosco

Specialista in Chirurgia Plastica Estetica e Ricostruttiva

 

Dr. Gabriele Muti

Dr. Gabriele Ferruccio Muti

Specialista in Chirurgia Plastica Estetica e Ricostruttiva e in Microchirurgia  e Chirurgia Sperimentale

Presso il Centro Salute vengono eseguiti:

  • Visite di chirurgia plastica

  • Fillers con Acido Ialuronico e riempitivi assorbibili

Con l’utilizzo di materiale naturale e sicuro come l’Acido Ialuronico, si riempiono rughe o depressioni del volto o aumentano i volumi (labbra, zigomi).

  • Distensione delle rughe con Botulino

Grazie ai trattamenti con Vistabex® (l’unica Tossina Botulinica autorizzata) si riescono a distendere le rughe d’espressione della parte superiore del volto (fronte e rughe perioculari).

  • Volto – Blefaroplastica

L’intervento di Blefaroplastica consiste in una riduzione della cute in eccesso delle palpebre superiori e/o inferiori o eliminazione delle cosiddette borse palpebrali inferiori.

  • Volto – Otoplastica

L’Otoplastica è un intervento che mira alla correzione delle orecchie ad ansa, (dette comunemente orecchie a sventola o a ventola) ovvero di quei casi in cui i padiglioni auricolari risultino un po’ troppo sporgenti e distanti dalla nuca.

Trattamenti

PELLE

Needling

Il needling (dall’inglese needle = ago) mira a riattivare la produzione di collagene ed elastina da parte dei fibroblasti del paziente riproducendo le modalità naturali di guarigione delle ferite. E’ indicato per le rughe del viso (soprattutto periorali), per gli esiti di acne e per le smagliature. Il metodo richiede la preparazione della cute per circa 6 settimane con l’applicazione di creme a base di vitamine A, C ed E; questa fase è fondamentale. L’intervento viene eseguito con una serie di punture di aghi sottilissimi nel derma. Lo scopo è quello di provocare delle micro emorragie nello spessore della cute. Le piastrine intervenendo per la coagulazione si spezzano e liberano nel derma dei fattori di crescita, che attivano la sintesi del collagene e dell’elastina da parte dei fibroblasti. L’applicazione delle creme procederà per ulteriori 3-4 mesi. L’invalidità estetica dopo l’intervento è caratterizzata da un modesto gonfiore e da delle ecchimosi molto superficiali per circa 7 giorni. In pochi giorni il paziente, aiutato da un po’ di trucco, può mostrarsi in pubblico senza destare attenzioni. Il risultato finale lo si vedrà a 4-5 mesi dal trattamento.

Rughe

Il processo di invecchiamento della pelle tende a mettere in risalto le pieghe espressive del volto che divengono sempre più profonde con l’avanzare dell’età, così come avviene per la fronte, per la regione perioculare, per la regine periorale, e per i solchi naso-labiali.

Il trattamento delle depressioni sempre presenti prevede l’uso di sostanze riassorbibili quali l’acido jaluronico che vengono iniettati sottopelle con aghi sottilissimi, o l’uso del tessuto adiposo del paziente (lipofilling-lipostruttura).

Per le rughe di espressione (che si evidenziano con la mimica facciale) si usa il botulino che rallenta la contrazione muscolare riducendo la formazione delle stesse (la sostanza è in uso da decenni presso altre specialità mediche e nelle dosi utilizzate a scopo estetico non è tossica per il paziente).

Per le rughe periorali e per ringiovanire il tono della pelle si usano ulteriori tecnicha quali il laser ed il needling (bioinduzione ago-guidata).

Filler con Ac. Jaluronico

Rientrano nella categoria dei filler tutti quei materiali, temporanei, o permanenti, che iniettati a varie profondità nella pelle sono in grado di riempire meccanicamente rughe solchi e depressioni.

Uno dei fillers più utilizzato è sicuramente l’acido jaluronico che ha la caratteristica di non richiedere un test preliminare per l’utilizzo, in quanto non  da luogo ad allergie, infatti si tratta di un materiale già naturalmente presente all’interno della nostra pelle. Questo materiale può essere iniettato con aghi sottili all’interno delle rughe o delle pieghe del viso o addirittura nelle labbra, anche in associazione al botulino, divendo sinergizzante nel risultato. La durata dell’effetto è variabile in rapporto al materiale scelto: ad es. l’acido jaluronico ha una durata variabile dai tre ai sei sette mesi. La scelta del materiale da iniettare viene effettuata dal medico in base alla sede al grado di profondità del solco e al desiderio di durata dell’effetto  richiesta dal paziente. Normalmente le sedute risultano poco dolorose, unici rischi sono la comparsa di occasionali ematomi e un po’ di gonfiore nelle ore successive al trattamento.

Botulino

La muscolatura mimica del volto produce con la sua attività solchi e rughe che tendono a farsi sempre più accentuate col passare degli anni. Essi contribuiscono in modo significativo all’invecchiamento del volto e sono capaci di influenzare significativamente l’espressione dell’individuo, rendendola eccessivamente accigliata, pensosa, dura, triste ecc. Ciò dipende dalla forza della muscolatura mimica stessa, che varia da un individuo all’altro e che può essere quindi più o meno capace di produrre profondi rilievi sulla cute sovrastante.

La tossina botulinica è un farmaco capace di interrompere temporaneamente la trasmissione degli impulsi nervosi che determinano la contrazione della muscolatura mimica. Essa viene iniettata nei singoli muscoli di cui si vuole modulare l’attività per attenuare i rilievi prodotti sulla cute. L’effetto è dosabile e dipende dal numero dei punti di iniezione e dal dosaggio somministrato. I primi effetti di attenuazione dei rilievi cutanei si manifestano in media dopo due giorni dal trattamento e raggiungono il massimo dopo 7-10 giorni.

Le rughe di espressione del volto rispondono bene al trattamento (fronte, zampe di gallina, ecc).

Il risultato dura dai tre mesi e mezzo ai sei mesi. L’applicazione può essere quindi ripetuta.

L’applicazione al volto è abitualmente ben tollerata e non richiede anestesia locale. La cute delle zone trattate può manifestare un modesto arrossamento per poche ore. Alcuni pazienti lamentano un fugace mal di testa dopo il trattamento.

Alcuni pazienti (0,2% circa) non rispondono al trattamento.

Lipofilling

Il lipo-filling è consigliato sia qualora il paziente richieda un aumento volumetrico delle labbra sia per il trattamento delle depressioni cutanee. Questa tecnica utilizza del tessuto adiposo del paziente che viene prelevato mediante una siringa dalla regione peri-ombelicale o dalle cosce con una singola iniezione. Il tessuto adiposo prelevato viene inserito nella zona che necessita di aumento volumentrico ( come labbra, solchi o sotto le aree depresse). L’operazione viene eseguita in anestesia locale senza bisogno di ricovero. Nella sede di intervento il gonfiore persiste per circa 1 settimana ma il risultato finale dura per circa 1 anno con la possibilità che il tessuto attecchisca totalmente od in parte; in tali casi il risultato è almeno parzialmente permanente.

Iiperidrosi

Negli stati di iperidrosi focale le ghiandole sudoripare di alcune zone del corpo funzionano in modo eccessivo. Le aree più spesso colpite sono le ascelle, le mani e i piedi, e la produzione di sudore è talmente abbondante da creare al paziente gravissimi problemi di relazione.

La tossina botulinica è un farmaco capace di interrompere la trasmissione degli impulsi nervosi che determinano la sudorazione. Essa viene iniettata per via intradermica nelle zone interessate ottenendo nel giro di 7-10 giorni un miglioramento molto significativo del disturbo, talora addirittura la sua risoluzione completa. Il suo effetto dura in media da 5 a 7 mesi, e l’applicazione può essere ripetuta senza limitazioni nel tempo.

Questo tipo di impiego della tossina botulinica è praticato da oltre otto anni in molti paesi europei e negli Stati Uniti, con ottimi risultati pubblicati dalla letteratura medica internazionale. Il collaudo del farmaco, tuttavia, è assai maggiore: esso viene utilizzato in tutto il mondo da quasi vent’anni per trattare numerosi altri stati di malattia, senza aver mai dato luogo ad effetti collaterali di rilievo .

L’applicazione alle ascelle è assai poco dolorosa e non richiede alcuna forma di anestesia. Al contrario, a livello palmare e plantare è necessaria un’anestesia locale praticata mediante iniezione di xilocaina nei polsi e nelle caviglie. In casi molto rari, l’anestetico locale può provocare reazioni allergiche anche molto gravi. Dopo l’anestesia palmare o plantare, si sconsiglia nel modo più assoluto di guidare autoveicoli fino alla completa risoluzione dell’effetto (circa un’ora e mezza).

Chirurgia dermatologica

MAMMELLA

Mastoplastica additiva

Questo intervento è indicato per quelle pazienti che presentano un seno poco sviluppato o dall’aspetto svuotato, come talvolta accade dopo la gravidanza o a seguito dell’invecchiamento dei tessuti. L’operazione, in anestesia generale consiste nell’inserimento di una protesi di gel di silicone sotto la ghiandola mammaria attraverso una incisione periareolare o nel solco sottomammario. La paziente resta ricoverata per circa una giornata e dopo una decina di giorni circa vengono rimossi i punti. Il risultato definitivo si ha dopo 5-6 mesi con il completo assestamento dell’impianto protesico.

E’ importante che la paziente sappia che questo intervento non induce alcuna patologia tumoralee che attualmente, come ampiamente dimostrato da moltissime ricerche eseguite in quasti anni. Il silicone che si utilizza per le protesi è innocuo e non altera il normale funzionamento della ghiandola mammaria consentendo anche l’allattamento e la effettuazione di esami diagnostici quale la mammografia senza alterarne i risultati.La scelta delle dimensioni delle protesi è legata ai desideri del paziente ed alla sua conformazione toracica.

Mastoplastica riduttiva

Il rimodellamento del seno è possibile sia in caso di volume eccessivo che di ptosi (caduta) a segutio del processo di invecchiamento. Mediante questa operazione si eliminano gli eccessi ghiandolari e/o cutanei e si riposizionano le areole ed i capezzoli, dando al seno un aspetto più giovanile. Le cicatrici residue, anche con le tecniche più moderne e raffinate sono più o meno visibili a secondo delle capacità cicatriziali della cute del paziente e si reperiscono in sede periareolare ed a scendere verticalmente ed eventualmente nel solco sottomammario. Il miglioramento estetico è evidente e le cicatici restano celate da un comune reggiseno e costume da bagno.

La paziente viene ricoverata in clinica e dimessa 1-2 giorni dopo l’intervento. I punti si rimuovono a circa 14 giorni e la paziente viene invitata ad indossare un reggiseno in grado di sostenere e contenere il seno per circa 1 mese.

Mastopessi

Il rimodellamento del seno è possibile in caso di ptosi (caduta) a segutio del processo di rilassamento della cute. Mediante questa operazione si eliminano gli eccessi cutanei e si riposizionano le areole ed i capezzoli, dando al seno un aspetto più giovanile. Se necessario, nei seni parzialmente svuotati, è possibile eliminare l’eccesso cutaneo e riposizionare la ghiandolaassociando un impianto protesico per rendere più florido il seno. Le cicatrici residue, anche con le tecniche più moderne e raffinate sono più o meno visibili a secondo delle capacità cicatriziali della cute del paziente e si reperiscono in sede periareolare ed a scendere verticalmente ed eventualmente nel solco sottomammario. Il miglioramento estetico è evidente e le cicatici restano celate da un comune reggiseno e costume da bagno.

La paziente viene ricoverata in clinica e dimessa 1-2 giorni dopo l’intervento. I punti si rimuovono a circa 14 giorni e la paziente viene invitata ad indossare un reggiseno in grado di sostenere e contenere il seno per circa 1 mese.

Ricostruzione mammaria

Gli interventi di chirurgia plastica di ricostruzione mammaria sono operazioni chirurgiche che, dopo una mastectomia (mono o bilaterale), permettono di ricostruire  dei volumi mammari  simili a quelli amputati dal chirurgo. Esistono molteplici tecniche di ricostruzione mammaria ma tutte si basano su  tre principi chirurgici:

1) la ricostruzione diretta con impiego dei  soli  tessuti  individuali debitamente “trasposti” in sede mammaria (lembi); 2) la ricostruzione mediante inserzione di protesi mammaria; 3) l’azione combinata delle due tecniche.

La prima tecnica prevede che lembi di cute e di muscolo vengano “mobilizzati” dalla loro sede naturale e posizionati a riempimento dell’ area mutilata dall’ intervento di mastectomia è un intervento moderatamente invasivo per la regione mammario che per la regione donatrice del lembo cutaneo ma in grado di dare ottimi risultati soprattutto per mammelle piuttosto grandi e molto ptosici. Richiede una ospedalizzazione da 3 a 6 giorni a secondo della sede di prolievo del lembo cutaneo

La ricostruzione mediante protesi mammaria prevede, invece l’impianto di una protesi che vada a colmare il difetto post-chirurgico.L’impianto di protesi  richiede, quasi sempre,  una  espansione cutanea  che è una tecnica che permette  di ottenere una maggiore quantità di cute, necessaria per un programmato intervento chirurgico ricostruttivo.

In una prima operazione viene creata una tasca sottocutanea in cui viene introdotto l’espansore, una specie di palloncino vuoto collegato ad una valvola.

Questo primo intervento viene seguito da un intervallo di tempo che può variare da uno ad alcuni mesi durante i quali, ambulatorialmente, si effettua il riempimento progressivo,  con soluzione fisiologica, dell’espansore attraverso la valvola, che può essere esterna o sottocutanea.

Portato a termine tale riempimento si procede al secondo tempo operatorio, durante il quale si rimuove l’espansore, e con l’incremento di cute ottenuto si porta a termine l’intervento ricostruttivo posizionando una protesi definitiva.Entrambi gli interventi si eseguono in anestesia generale o regionale e in ricovero e generalmente richiedono 1-2 giorni di ospedalizzazione.

Capezzoli introflessi

L’inversione dei capezzoli mammari è una piccola malformazione determinata dal ridotto sviluppo dei dotti galattofori delle ghiandole mammarie (ossia dei dotti che convogliano il latte al capezzolo); essi risultano, pertanto, più corti del normale  trascinando verso l’interno i capezzoli ai quali sono ancorati. L’intervento di correzione  consiste nella sezione dei dotti medesimi per permettere la protrusione dei capezzoli. Ne consegue perciò la perdita definitiva e totale della funzione di allattamento delle ghiandole mammarie. L’operazione prevede una risistemazione del tessuto mammario al di sotto delle areole per creare uno spessore maggiore che dia sostegno ai capezzoli, impedendo una recidiva dell’inversione.

L’intervento viene effettuato in sala operatoria, in anestesia locale, eventualmente accompagnata da una lieve sedazione e dura circa 30 min ma con uan degenza day-hospital per la paziente.

Ginecomastia

Nell’uomo la ghiandola mammaria non si sviluppa alla pubertà come nella donna rimanendo, perciò,  a livello di abbozzo rudimentale. In alcuni soggetti maschili, vuoi per squilibri ormonali, vuoi per cause sconosciute, può verificarsi una certa crescita ghiandolare con la formazione di mammelle femminileggianti. Tale condizione prende il nome di ginecomastia e non costituisce, di per sé, un problema per la salute.

Comporta, invece, spesso, conseguenze psicologiche rilevanti.

L’intervento correttivo consiste nella rimozione del tessuto ghiandolare ed adiposo in eccesso. Ciò  viene eseguito con due tecniche diverse.

Quando la ginecomastia è sostenuta prevalentemente da un eccesso di tessuto adiposo è possibile asportarlo mediante lipoaspirazione. Attraverso una incisione di circa 4 millimetri, nel solco mammario, si introduce una cannula sottile collegata ad un aspiratore e si rimuove quanto necessario da tutta la regione mammaria con movimenti “ a raggiera”, l’intervento spesso lo si esegue in anestesia locale e sedazione e prevede un day-hospital.

Quando, invece, prevale il tessuto ghiandolare, che è molto più denso di quello adiposo e non è aspirabile mediante cannula, è necessario praticare una incisione di 4-5 cm tra l’areola  e la cute o nel solco sottomammario  (se l’areola è troppo piccola), e rimuovere chirurgicamente a vista il tessuto in eccesso.

In questo caso due piccoli tubi  morbidi di drenaggio vengono inseriti nelle ferite al fine di raccogliere il sangue  ed il siero che eventualmente potrebbero accumularsi. Tali drenaggi vengono asportati al momento della dimissione che solitamente avviene il giorno dopo l’operazione. Le suture, invece, verranno rimosse dopo circa dieci giorni.

CORPO

Liposuzione

Questo intervento è indicato nei casi di adiposità localizzata che normalmente si presenta ai fianchi, in regione peri-ombelicale, alle cosce, alle ginocchia, alle caviglie, alle braccia ed al mento (doppio mento). La tecnica prevede la aspirazione dell’adipe sottocutaneo mediante l’utilizzo di una cannula incisioni di pochi millimetri effettuate in zone nascoste, a cui fa’ seguito una medicazione compressiva. L’intervento viene eseguito in anestesia locale o generale in base alle aree che devono essere trattate; la degenza è normalmente di 1 giorno.
La fasciatura compressiva viene mantenuta per circa 20 giorni, tempo in cui si riassorbono le eventuali ecchimosi residue e l’edema da intervento. Il risultato definitivo si apprezza in genere dopo 2-3 mesi. Alcune volte è associata al thermage per collo, addome, braccia e interno cosce.

Addominoplastica

Questo intervento viene richiesto dal paziente per motivi estetici, per le donne con addome flaccido e magari solcato da smagliature a seguito di una o più gravidanze, o funzionali come nei casi di notevoli dimagrimenti in cui si forma una piega di tessuto cutaneo sovrabbondante e flaccido, fino ad assumere la forma di un grembiule.
L’operazione, che viene eseguita in anestesia generale, consiste nello stiramento del tessuto cutaneo e sottocutaneo verso il basso e nella eliminazione della porzione in eccesso, che normalmente comprende la regione in cui le eventuali smagliature sono più presenti; quelle che sono situate nella porzione superiore dell’addome non vengono eliminate ma dopo l’intervento sono stirate e pertanto sono meno visibili.
L’ombelico viene riposizionato, in modo che mantenga la sua corretta posizione e se necessario si effettua il modellamento dei fianchi agendo sulla parete muscolare profonda.
La cicatrice residua si trova nella regione sovrapubica e viene nascosta da un normalissimo costume da bagno.
Il paziente rimane degente in clinica per 2-3 giorni dopo l’intervento, mentre i punti vengono rimossi in ambulatorio do circa 12 giorni.
Si consiglia inoltre l’utilizzo di una fascia elastica per circa un mese dopo l’operazione.

Lifting delle cosce (dermolipectomia)

Può accadere che per eccessivi aumenti di peso, seguiti da rapidi dimagrimenti, o per gravidanze o per motivi costituzionali si possano avere delle alterazioni sulla linea dei fianchi, dei glutei cadenti, cuscinetti adiposi e cute rilassata e cadente sulle braccia ed interno cosce. In tutti questi casi l’intervento che si propone è la dermolipectomia che consiste nella escissione del cuscinetto di adipe e nello stiramento della cute ed escissione dell’eccesso di quest’ultima. A secondo della regione anatomica che viene trattata la cicatrice si trova o nella piega glutea, posteriormente, o nella piega inguinale anteriormente, venendo così facilmente nascosta dall’utilizzo di un comune slip o costume da bagno, o sulla faccia mediale del braccio per la’erto superiore. L’operazione visene eseguita in anestesia generale, prevede un ricovero di 2-3 giorni e la rimozione dei punti a due settimane.

Lifting delle braccia (dermolipectomia)

Può accadere che per eccessivi aumenti di peso, seguiti da rapidi dimagrimenti, o per gravidanze o per motivi costituzionali si possano avere delle alterazioni sulla linea dei fianchi, dei glutei cadenti, cuscinetti adiposi e cute rilassata e cadente sulle braccia ed interno cosce. In tutti questi casi l’intervento che si propone è la dermolipectomia che consiste nella escissione del cuscinetto di adipe e nello stiramento della cute ed escissione dell’eccesso di quest’ultima. A secondo della regione anatomica che viene trattata la cicatrice si trova o nella piega glutea, posteriormente, o nella piega inguinale anteriormente, venendo così facilmente nascosta dall’utilizzo di un comune slip o costume da bagno, o sulla faccia mediale del braccio per la’erto superiore. L’operazione viene eseguita in anestesia generale, prevede un ricovero di 2-3 giorni e la rimozione dei punti a due settimane.

Cicatrici

Esistono vari tipi di cicatrici ed ognuna di esse deve essere trattata in maniera differente.

La revisione delle cicatrici consiste nella loro escissione e nella sutura con modalità tale da lasciare il minor segno possibile; ciò può avvenire per avvicinamento e sutura diretta dei margini, per innesto di cute, per rotazione di lembo cutaneo o per espansione cutanea. In ogni caso, la modalità più idonea viene concordata prima  dell’  intervento assieme al paziente.

In ogni caso non possono scomparire, ma soltanto divenire il meno evidenti possibili.

Il dolore è in genere minimo, e può essere controllato con l’assunzione di normali analgesici per un giorno o due; quando la medicazione viene rimossa l’area operata può apparire modicamente edematosa (gonfia). Tale situazione è normale e migliorerà nelle successive 4 settimane circa. I punti di sutura verranno rimossi dopo 7-15 giorni. La  nuova cicatrice nelle settimane successive diventa arrossata e pruriginosa e così resta per tutto il tempo di maturazione che normalmente varia tra i  6 mesi ed un  anno. Trascorso questo periodo la cicatrice riacquista il colore della cute circostante e il suo aspetto definitivo. Se la cicatrice si trova in una regione soggetta a forte tensione (dorso, arti, soprattutto superfici flessorie come gomiti, ginocchia, etc…) può non restare  sottile e lineare come appena suturata, ma può diastasare (allargarsi) in misura variabile a seconda della qualità della cute e dell’intensità della tensione cui è sottoposta dal paziente.

Parte integrante della terapia sono i trattamenti postoperatori, che verranno prescritti di volta in volta dal medico, e che dovranno essere praticati anche per diversi mesi (massaggi, applicazioni di creme farmacologiche e a base di silicone, applicazione di cerotti, compressione con guaina e/o lamina di silicone, infiltrazioni locali, ecc…).

Talora, infine, piccoli “ritocchi” chirurgici a distanza possono essere utili per perfezionare il risultato.

VOLTO

Lifting

L’invecchiamento è un processo inarrestabile che colpisce tutti i nostri organi compresa la cote del viso e del collo con la foramzione di rugosità più o meno evidenti e di rilassamenti della pelle soprattutto a livello delle guance e della regione sottomentoniera.
Lo scopo del lifting è quello di ringiovanire l’aspetto del paziente cancellando quanti più segni del tempo sia possibile, senza la presunzione di bloccare l’invecchiamento, che procede sui tessuti del paziente, agendo comunque su di una condizione sicuramente migliore rispetto a quella procedente l’operazione.
L’intervento, che viene eseguito in anestesia generale e prevede una degenza di 4-5 giorni, consiste nello stirare la pelle del viso e del collo posteriormente e verso l’alto e nell riposizionarla dopo averne elimintato gli eccessi.
La cicatrice risulta essere prevalentemente tra i capelli eccetto un breve tratto in regione auricolare. I primi punti vengono rimossi dopo 5 giorni circa, mentre i rimanenti dopo ulteriori 5-6 giorni; a questo punto le ecchimosi e l’eventuale gonfiore dovuto all’intervento saranno quasi del tutto scomparsi. Talora possono essere indicate delle correzioni particolari quali il lifting temporale, che elimina le rugostià in regione frontale e solleva il sopracciglio, o il lifting crevicale che elimina pieghe del collo e la rilassatezza cutanea in regione sottomentoniera.

Collo

La lipectomia  sottomentoniera è un intervento chirurgico che rimuove l’eccesso di grasso che produce il cosiddetto “doppio mento”. L’intervento è indicato (cioè può dare buoni risultati) solo se la pelle del collo è ancora dotata di elasticità e non è sovrabbondante; in quest’ultimo caso l’unica soluzione valida è data dal lifting del collo, che è un intervento più impegnativo. In caso di piccole lassità si propone anche il thermage in grado di dare una moderata tensione con un trattamento medico-ambulatoriale, senza ferite chirurgiche e/o esiti cicatriziali.

La durata del risultato dell’intervento varia da individuo a individuo. In molti casi non si ha una recidiva, ma in altri con il passare del tempo la cute diventa più lassa, più ridondante rendendo  necessario  un intervento maggiore  (lifting del collo).L’intervento viene eseguito ambulatorialmente in anestesia locale (se necessario con una lieve sedazione ) con una piccola incisione di 3 mm attraverso cui si inserisce una cannula per la aspirazione del tessuto adiposo e il paziente può ritornare a casa il giorno stesso.

In alcuni casi l’operazione consiste in una incisione di circa 4 cm. eseguita in corrispondenza della piega naturale  fra il mento e il collo, nello scollamento delicato della cute della regione anteriore del collo dai tessuti sottostanti, nella rimozione del tessuto adiposo in eccesso, e nella sutura mediana dei margini rilassati del muscolo platisma.

Alla fine dell’intervento, viene fatta una medicazione compressiva che dovrà essere tenuta per almeno 4-5 giorni.

Sopracciglia

Il lifting del sopracciglio ha lo scopo di ringiovanire l’aspetto della regione orbitaria del viso. Il grado di miglioramento varia da individuo ad individuo ed è influenzato dalle caratteristiche fisiche della cute, dal grado del danno prodotto dalle radiazioni solari, dalle strutture ossee sottostanti e da  altri fattori.

L’intervento viene in anestesia locale con o senza sedazione sedazione. La durata dell’intervento è di circa un’ora, a seconda della quantità fili che devono essere posizionati.

Si eseguono delle micro-incisioni di 1-2 mm nel cuoio capelluto che pertanto risultano assolutamente invisibili. Attraverso queste incisioni vengono passati mediante un ago dei fili fino al sopracciglio nel piano sottocutaneo e sotto-muscolare frontale. La trazione sul sopracciglio avviene annodando questi fili a livello delle microincisioni. Non si esegue alcuna medicazione. Dopo l’intervento è presente un certo grado edema (gonfiore) della regione frontale e delle palpebre, accompagnato talora da ecchimosi, in genere il dolore e il fastidio sono  minimi. La maggior parte dell’ edema si risolve in 7-10 giorni e le ecchimosi scompaiono gradatamente nel giro di 10-15 giorni.

Il lifting delle sopracciglia è eseguito a volte in combinazione con altri tipi di interventi al volto.

Se necessario il fili possono essere completamente rimossi, senza lasciare alcun segno e riportando il paziente alla situazione precedente.

Blefaroplastica

Il paziente può presentare o un eccesso di cute o la presenza di ernie (borse) adipose, ovvero dei rigonfiamenti in regione palpebrale che rendono stanco ed appesantito lo sguardo.
La correzione viene eseguita mediante un intervento in anestesia locale senza il bisogno di alcuna degenza, con il quale si correggono tutte le palpebre oppure solo quelle inferiori o quelle superiori a secondo delle necessità.
Per le palpebre superiori si esegue una incisione a livello del solco, mediante la quale si eliminano sia le borse adipose che l’eccesso di cute.
Nelle palpebre inferiori l’incisione viene eseguita o in modo che si mimetizzi con il margine delle ciglia o per via transcongiuntivale, senza lasciare cicatrici sulla cute, a secondo delle necessità del paziente, rimuovendo le borse adipose e la cute in eccesso, se necessario. E’ possibile, durante l’intervento, anche modificare la forma del’occhio rendendolo più affusolato.
I punti vengono asportati dopo 4-5 giorni. E’ possibile che a seguito dell’intervento risultino delle ecchimosi e del gonfiore alle palpebre che ben presto tendono a scomparire. Si sconsiglia nei primi mesi una non prolungata permanenza al sole a meno che non si indossino degli occhiali da sole o delle creme solari a schermo totale.

Ptosi palpebrale

La ptosi palpebrale è legato ad un difetto di motilità della palpebra superiore che occlude parzialmente la visone del paziente e può essere di natura congenita, neurogena o meccanica.

L’intervento eseguito per riposizionare la palpebra superiore in modo che durante la posizione primaria di sguardo (sguardo diretto orizzontalmente) l’apertura dell’occhio risulti normale (margine palpebrale superiore all’altezza o 1 mm sotto il margine superiore dell’iride) nei casi di ptosi bilaterale, o il più possibile simmetrica rispetto alla controlaterale nei casi monolaterali.

Se sussiste ancora la funzionalità del muscolo che ha la funzione di sollevare la palpebra (muscolo elevatore) l’intervento consisterà nell’accorciamento o plicatura di tale muscolo (intervento di resezione dell’elevatore), altrimenti sarà necessario sospendere la palpebra al muscolo frontale (che farà le veci dell’elevatore) tramite una bandelletta di tessuto fasciale prelevato dalla gamba del paziente stesso.

Deve essere accettato il giudizio del chirurgo sul tipo di intervento necessario e sul grado di correzione che può essere ottenuto senza conseguenze per ottenere il migliore risultato possibile per quel particolare problema.

Il risultato può essere influenzato dalle condizioni di trofismo (grado di sviluppo) del muscolo elevatore, in particolare nei casi congeniti, per cui un intervento di resezione può non dare un risultato completo e potrebbe rendersi necessaria la  ripetizione dell’intervento od un intervento “minore” di correzione.

La durata del risultato dell’intervento in genere è definitiva.

Gli interventi sono eseguibili in day-hospital o con un giorno di ricovero e il risultato finale lo si ha a 3 mesi circa

Ectropion/entropion

Entropion: malposizionamento del margine palpebrale (in genere inferiore) che tende a piegarsi verso il bulbo oculare per cui le ciglia sfregano contro il bulbo stesso provocandone una continua irritazione.

Ectropion: : malposizionamento del margine palpebrale (in genere inferiore) che tende a evertersi, allontanandosi dal globo oculare; in questo caso è l’esposizione congiuntivale, non più protetta dalla palpebra, a causare l’irritazione persistente.

Tale intervento di correzione è eseguito per riposizionare la palpebra inferiore/superiore in modo che possa aderire correttamente al globo oculare proteggendolo.

Deve essere accettato il giudizio del chirurgo sul tipo di intervento necessario e sul grado di correzione che può essere ottenuto senza conseguenze per ottenere il migliore risultato possibile per quel particolare problema.

L’incisione viene effettuata in modo che la cicatrice finale possa cadere 2-3 mm al di sotto del margine ciliare. La cute e il muscolo orbicolare sottostante vengono delicatamente scollati dai tessuti profondi, e nel caso di entropion i legamenti retrattori della palpebra vengono isolati, e reinseriti al tarso (la struttura che costituisce lo “scheletro” della palpebra); nel caso di ectropion invece la porzione laterale del tarso viene stirata lateralmente, in modo da avvicinarla al globo oculare, e ancorata tramite un punto alla parete laterale dell’orbita. In alcuni casi può essere necessario asportare una piccola porzione di tarso

La durata del risultato dell’intervento in genere è definitiva.

L’operazione richiede un tempo variabile fra  mezz’ora ed un’ora.

Labbra
Rinoplastica

La correzione della piramide nasale ci consente di rimodellare, a secondo delle necessità, le imperfezioni della dorso e del punta, che possono essere alzati, abbassati, assottigliati o raddrizzati. L’intervento non è doloroso e non prevede cicatrici visibili, in quanto sono nascoste internamente alle narici.
Il paziente viene ricoverato presso la clinica il giorno stesso dell’operazione, che si esegue in anestesia generale, viene dimesso il giorno seguente, con una prima visita di controllo programmata dopo 2-3 giorni, e con il naso protetto da un gesso preparato durante l’intervento.
A seguito dell’operazione possono manifestarsi ecchimosi e gonfiore a livello delle palpebre che scompaiono entro una settimana circa, allorché si rimuove il gesso di protezione dal dorso del naso.
Si consiglia al paziente di evitare qualsiasi trauma e di ridurre al minimo l’esposizione al sole ed al freddo per circa 1 mese.
Contemporaneamente si possono correggere i difetti funzionali come le ipertrofie dei turbinati e le deviazioni del setto nasale per permettere una migliore respirazione.
Il paziente viene seguito per circa 6 mesi con controlli programmati fino alla sicura completa stabilizzazione della struttura.

Otoplastica

Le orecchie sporgenti sono spesso un problema psicologico importante per il paziente.
L’intervento di correzione consiste nell’eliminare un possibile eccesso di cartilagine o nel creare una piega cartilaginea affinché il padiglione auricolare assuma una normale conformazione.
L’intervento, che non lascia esiti cicatriziali visibili, viene eseguito in anestesia locale ed in regime di day-hospital.
Il paziente viene dimesso con una fasciatura di protezione per le orecchie e viene visitato per un controllo dopo 3-4 giorni allorché viene rimossa la medicazione. I punti vengono asportati dopo circa 10 giorni, e si consiglia di indossare per la notte una fascia, come quella dei tennisti, che funga da para-orecchie per un mese.

Lobo auricolare bifido

L’intervento consiste nella chiusura della lacerazione del lobo auricolare tramite la incisione dei suoi margini e la loro sutura con modalità tale da lasciare il minor segno possibile.

In ogni caso la cicatrice risultante non può scomparire completamente, ma soltanto divenire il meno evidente possibile.

L’intervento viene eseguito ambulatorialmente e il paziente può ritornare a casa il giorno stesso.

Mentoplastica

Un armonioso profilo del viso è dato dal corretto rapporto di proporzione tra il mento ed il naso. La singola correzione può essere insufficiente ed insoddisfacente per il paziente.
Entrambi i difetti sono correggibili durante il medesimo intervento; per l’eccesso di mento si effettua un modellamento osseo, mentre per la insufficienza mentoniera si inserisce una protesi, in ambedue i casi senza lasciare alcuna cicatrice visibile.
Mentre la prima delle due operazioni necessita di un ricovero in clinica e di una anestesia generale, la seconda può essere eseguita anche in anestesia locale senza alcuna degenza.

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